Cambio io

Presente

I CAMBIAMENTI CLIMATICI STANNO MOSTRANDO I LORO TRAGICI IMPATTI IN OGNI AREA DEL MONDO.

Impatto destinati a crescere fino a mettere a rischio la vita umana e la biodiversità. Se vogliamo proteggere, conservare, tramandare quello che abbiamo a cuore, dobbiamo riconoscere la nostra sfida più grande: affrontare la terribile minaccia che abbiamo provocato e che solo noi possiamo sconfiggere nel prezioso tempo utile che rimane. Possiamo farlo solo dando il meglio di noi, usando il nostro potenziale nascosto, unendo le forze in una rete di impegno e di solidarietà globale.

SIAMO CHIAMATI A METTERE AL CENTRO DI OGNI NOSTRA AZIONE IL RISPETTO PER LA DIGNITÀ DELLA VITA

Cambio io

Presente

Ancora benvenuta, benvenuto!

Prima di tutto parliamo del titolo della mostra che stai per visitare.
Perché L’eredità della vita?

Siamo partiti da una riflessione sul verbo inglese to sustain da cui deriva la parola sustainibility, tradotta con il termine sostenibilità.
In realtà il verbo inglese to sustain vuol dire conservare nel tempo. E che cosa vogliamo conservare nel tempo, che cosa abbiamo più a cuore? La risposta che ci siamo dati è stata la vita.
Ecco perché la mostra si chiama L’eredità della vita e ha il suo filo rosso nel rispetto della dignità della vita, in ogni sua forma.

Rachel Louise Carson (Springdale, 27 maggio 1907 – Silver Spring, 14 aprile 1964) è stata una biologa e zoologa statunitense. Autrice di molti libri tra cui Primavera silenziosa (Silent Spring) del 1962, che ebbe un enorme successo negli Stati Uniti d’America e lanciò il movimento ambientalista. L’uso massiccio del DDT aveva reso silenziosa la primavera perché aveva portato alla morte di insetti e uccelli, come documentato e denunciato da Rachel Carson in quello che è diventato una sorta di manifesto del movimento ambientalista.
Rachel Carson ci invita a nutrirci della bellezza dell’universo: “più riusciamo a focalizzare la nostra attenzione sulle meraviglie e le realtà dell’universo attorno a noi, meno dovremmo trovare gusto nel distruggerlo”.

La fotografia riportata nel pannello, concessa da un membro della Soka Gakkai italiana, è stata scattata a Pekanbaru in Indonesia vicino a pozzi di estrazione del petrolio in una delle zone più inquinate al mondo. L’Indonesia è uno dei più grandi produttori di petrolio e nel Paese ci sono oleodotti che passano un po’ ovunque, tra villaggi e città. Molto forte è la deforestazione, anche per far spazio alle coltivazioni per estrarre olio di palma.

Il concetto buddista di esho funi, o non dualità di vita e ambiente, è un principio centrale nella pratica buddista della Soka Gakkai.
Per approfondire: https://www.sgi-italia.org/esho-funi/