Cambio io

Diritti umani

Niente è più prezioso
di ogni singola vita

OGNI PERSONA HA IL DIRITTO
DI ESSERE FELICE E A PROPRIO AGIO

Ciò che rende possibile la vita – l’accesso ad acqua di buona qualità, ad aria pulita e a terra coltivabile – è un diritto essenziale. Oggi i cambiamenti climatici stanno mettendo a rischio ciò che è indispensabile alla vita. E sono già alla radice di guerre e migrazioni.

costruendo_la pace

Lottare insieme per fermare il riscaldamento globale vuol dire battersi per i diritti umani e per la pace. Facciamolo insieme con gioia. Nel Buddismo gioia significa che noi e gli altri insieme proviamo gioia. Adottare un modo di vivere in cui si prova gioia nel vedere gli altri irradiare pienamente il proprio potenziale è la fonte cui attingere per creare una società di pacifica coesistenza e arricchimento reciproco.

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Diritti umani

Diritti Umani Universali

I diritti umani sono diritti che abbiamo semplicemente perché esistiamo come esseri umani, non perché riconosciuti da uno Stato. Sono diritti umani universali che prescindono dalla nazionalità, dal sesso, dal Paese o etnia di origine, dal colore della pelle, dalla religione, dalla lingua o da qualunque altra caratteristica.

Si estendono dal più basilare – il diritto alla vita – a quelli che rispettano la dignità della vita come il diritto al cibo, all’istruzione, al lavoro, alla salute, alla libertà.

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, adottata dall’Assemblea generale dell’Onu il 10 dicembre 1948, è stata il primo documento a impostare i diritti umani fondamentali dando loro protezione universale e continua ad essere il fondamento di ogni legge internazionale a protezione dei diritti umani.

I suoi 30 articoli forniscono i principi e i fondamenti di ogni convenzione, trattato o altro strumento legale attuale o futuro a protezione e garanzia dei diritti umani.

I diritti umani sono universali e inalienabili. Universali ossia ognuno e ognuna di noi è ugualmente titolare dei diritti umani. Inalienabili ossia non possono essere ceduti a terzi o ridotti da terzi se non nei casi di giusto processo.

Per approfondire:

www.ohchr.org

 

L’esempio di Tuvalu

Tuvalu è uno stato insulare (nove unità tra isole ed atolli) collocato nell’Oceano Pacifico, con una superficie di circa 26 km2 e una popolazione di 11 mila abitanti.

A causa dell’innalzamento del livello dei mari e la graduale erosione delle coste causate dal cambiamento climatico, lo stato è destinato a scomparire. Si calcola infatti che, entro il 2050, quasi la totalità del territorio verrà sommersa durante gli episodi di alta marea. I danni in termini di perdita di territorio e popolazione, dunque di sovranità statale, ma soprattutto di eredità culturale, sono incalcolabili.

Nel 2023 Tuvalu e Australia hanno firmato il trattato Falepili Union (entrato in vigore ad agosto 2024), che riguarda principalmente il cambiamento climatico e la sicurezza climatica di Tuvalu e prevede un piano di migrazione attraverso cui 280 cittadini tuvaluiani all’anno potranno stabilirsi in Australia come residenti permanenti.

I visti saranno assegnati tramite un sistema a sorteggio (lotteria annuale), garantendo ai beneficiari gli stessi diritti in termini di salute, istruzione, alloggio e lavoro dei cittadini australiani. Inoltre, i tuvaluiani manterranno la possibilità di tornare nel loro paese di origine qualora le condizioni lo permettano.

In cambio, l’Australia otterrà vantaggi in materia di cooperazione e sicurezza: potrà accedere ed operare sul territorio di Tuvalu – compresa la Zona Economica Esclusiva (ZEE) e il suo spazio aereo – e potrà approvare o meno ogni trattato, partenariato, ecc. tra Tuvalu e uno stato o entità terza, in materia di difesa e sicurezza.