Il 4 e 5 novembre “Cambio io, cambia il mondo” sarà a Bucarest, in Romania, per partecipare a una conferenza internazionale dedicata a “No Limits to Hope”, l’iniziativa a tema educativo promossa da The Club of Rome, The Fifth Element e WEEC Network.
La conferenza
Dal 4 al 6 novembre studios*, educator* e realtà impegnate a immaginare nuovi modi di educare al futuro del pianeta si incontreranno in Romania. Nel corso della conferenza “No Limits to Hope: Sense Making for Alternative Futures” verrà presentato ufficialmente “Constellations of Hope”, una raccolta di casi di studio a cui hanno contribuito 90 autori e autrici da 25 Paesi.
Il libro ospita anche un capitolo dedicato alle attività educative del progetto dal titolo “Think Globally, Change Inwardly, Act Locally: Mutual Learning as a Driver of Transformative Sustainability Education”, scritto da Giulia Pellizzato, coordinatrice delle attività educative, e Iris Nicomedi, direttrice esecutiva di Cambio io, cambia il mondo.
Il capitolo racconta i risultati del lavoro svolto nelle scuole italiane e mette al centro l’apprendimento reciproco, concetto chiave della filosofia educativa di Daisaku Ikeda. Partendo dai problemi reali del proprio territorio, ragazze e ragazzi collaborano per individuare soluzioni realizzabili, facendo crescere consapevolezza, senso di responsabilità e la speranza di poter cambiare, già a partire da oggi, la realtà in cui vivono.
In attesa del libro, le voci dalle classi
In attesa dell’uscita di “Constellations of Hope”, Giulia e Iris ci raccontano qualche aneddoto delle attività che in questi anni hanno portato nelle scuole.

Giulia, c’è una classe in cui avete svolto le attività che ricordi in modo particolare?
Vi racconto cosa è successo in una scuola media del centro Italia, dove abbiamo incontrato la stessa classe in più appuntamenti. Il giorno del secondo incontro, le ragazze e i ragazzi si sono presentati ancora in maschera, perché avevano appena sfilato al carnevale della scuola vincendo il primo premio. Durante il primo incontro erano stati molto vivaci e alcune persone del corpo docente temevano che il lavoro di gruppo fosse troppo complesso per student* di dodici anni. Quel giorno anch’io mi sono chiesta come avrebbero affrontato le attività previste, considerando i tempi stretti e il clima così di festa. Dopo un primo momento di assestamento, tutta la classe ha dato il massimo, andando ben oltre le mie aspettative. Credevo già nel potere dell’incoraggiamento, ma quella mattina ho capito davvero fin dove può arrivare una persona quando si sente riconosciuta come capace, creativa e preziosa. È proprio vero che le persone hanno un potenziale davvero illimitato!

Iris, c’è qualche incontro che ti è rimasto particolarmente impresso?
Ricordo un ragazzo di prima media, silenzioso, che ascoltava e osservava tutto con attenzione e faceva del suo meglio per contribuire al lavoro di gruppo. Alla fine del secondo incontro, durante la discussione aperta, ha detto che per lui era stato gratificante cercare soluzioni, perché di solito nessuno si aspetta che studentesse e studenti abbiano qualcosa da dire sui problemi reali. Mi ha colpito sentire questa cosa da un ragazzo così giovane, e sono felice che in quell’occasione si sia sentito valorizzato, libero di riflettere su questioni che toccano la sua vita e di costruire proposte concrete insieme agli altr*.

Giulia, quando vi siete accorte che questo metodo didattico funzionava?
Molt student* conoscevano già diversi concetti legati alla sostenibilità ambientale, sanno cos’è il riscaldamento globale e hanno sentito parlare degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDGs). Quasi nessuno, però, aveva mai avuto l’occasione di chiedersi in che modo le questioni globali tocchino la propria comunità o come potrebbero rendere più sostenibile la propria scuola o il proprio quartiere. Affrontare queste domande attraverso quiz, lavori di gruppo, presentazioni e discussioni aperte è stata la chiave del successo. Vedere gli occhi delle ragazze e dei ragazzi illuminarsi quando collegano informazioni che prima sembravano separate, e iniziano a capire il ruolo che possono avere all’interno di sistemi complessi, è qualcosa di incredibile.

Iris, quali storie e incontri vissuti durante le attività hanno rafforzato la tua fiducia nella capacità degli esseri umani di trasformare la propria vita?
Ricordo un insegnante in pensione, con una formazione più tradizionale, che all’inizio osservava le attività con una certa prudenza. Vedendo i ragazz* così coinvolti nel dialogo, nella collaborazione e nella ricerca creativa di soluzioni, si è appassionato al metodo e in seguito ha incoraggiato colleghi, colleghe e altre scuole a unirsi al progetto. Ricordo anche una giovane volontaria che ci ha raccontato come l’esperienza avesse cambiato la sua consapevolezza sulla sostenibilità e le sue abitudini quotidiane, tanto da decidere di impegnarsi sempre di più nel trasformare il suo stile di vita e diventare un punto di riferimento sui temi ambientali per amic* e parenti. Credo siano proprio momenti come questi a confermarci che la “rivoluzione umana” di ogni persona nasce spesso da incontri semplici, fondati sul dialogo, sulla partecipazione e sull’apprendimento reciproco.


Infine, una domanda per entrambe: in che modo la creatività entra nell’apprendimento reciproco? Avete qualche esempio di attività?
Un’attività che unisce creatività e apprendimento reciproco è l’autoritratto ecologico. Invitiamo studentesse e studenti a rappresentare sé stessi insieme ai propri legami con l’ambiente, usando la tecnica che preferiscono: pastelli, collage, pennarelli o immagini digitali. È un modo per portare in classe i propri interessi e riflettere sulla profonda interconnessione tra la nostra vita e l’ambiente. Gli autoritratti vengono poi condivisi in piccoli gruppi, alla ricerca di somiglianze e differenze. Molte persone all’inizio sono un po’ restie a mostrare il proprio lavoro, eppure nei feedback scritti raccontano quanto abbiano apprezzato avere uno spazio di dialogo autentico. Ci hanno commosso la profondità e l’originalità di tanti autoritratti: attraverso immagini, simboli e connessioni inaspettate, le persone che abbiamo incontrato in questi anni sono riuscite a esprimere riflessioni ed emozioni che sarebbe difficile comunicare a parole.
Appuntamento a Bucarest, e online
Il 4 novembre Giulia Pellizzato interverrà nel panel “Constellations of Hope: Moving the Lines in Educational Institutions”. Per chi desidera ascoltare l’intervento in diretta, l’appuntamento è dalle 15:10 alle 16:10 (ora italiana). L’intera conferenza si potrà seguire online registrandosi tramite il link qui sotto.
E ricorda: a partire dallo stesso giorno il libro “Constellations of Hope” sarà scaricabile gratuitamente! Seguici sui social per avere il link diretto al download.